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Stefano Guizzetti: «Con ricerca e innovazione io e il mio gelato ci presentiamo all’esterno»

di Annarita Cacciamani
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Stefano Guizzetti è il titolare delle gelaterie Ciacco di Parma e Milano. Tra i primi a proporre il gelato gastronomico, punta tutto sulla chimica del gelato, sull’innovazione e sulla ricerca. Lo studio è il suo tratto distintivo.

 

Il chimico gelatiere Stefano Guizzetti, bergamasco trapiantato a Parma, non è un gelataio come gli altri. Ha alle spalle un percorso di studi in Scienze dell’alimentazione con una tesi di laurea sulla Chimica del gelato. E ancora oggi tiene corsi in collaborazione con l’Università di Parma. «A distinguermi dagli altri sono sicuramente la passione per l’innovazione e la ricerca, che hanno contraddistinto il mio percorso e oggi contraddistinguono il mio modo di lavorare e comunicare», ci ha rivelato.

Come nasce la sua passione per il gelato?

La mia passione e, di conseguenza, la decisione di aprire una mia gelateria, nasce in modo particolare. Tanti miei colleghi sono figli d’arte, il mio invece è un percorso diverso, che nasce dallo studio. Sono di Bergamo e mi sono trasferito a Parma per studiare Scienze dell’alimentazione. Tra i vari argomenti di studio, c’era anche “chimica del gelato”, che mi ha appassionato tanto e sui cui ho fatto anche la mia tesi sperimentale di laurea. Quindi ho deciso di mettere in pratica ciò che avevo studiato, e nel 2013 ho aperto Ciacco. Oggi abbiamo due negozi, uno a Parma e uno a Milano.

Ciacco - Pozzetti

Qual è il punto di forza di Ciacco?

L’innovazione e la sperimentazione. Quando ho iniziato non avevo una tradizione famigliare alle spalle, quindi se da un lato mi ha fatto commettere errori, dall’altro mi ha lasciato molta libertà. Inoltre, il mio percorso di studi ha sicuramente dato le basi per poter sperimentare. Siamo stati tra i primi a fare il gelato gastronomico e cerchiamo di applicare idee nuove al gelato. Accanto ai gusti e alle preparazioni classici, proponiamo tante novità.

Ricerca e innovazione sono punti di forza anche nella promozione del suo brand personale?

Sicuramente. La ricerca e l’innovazione sono parte del modo in cui io e il mio gelato ci presentiamo all’esterno. Cerchiamo di proporre sempre qualcosa di nuovo, applicando le mie idee anche ai lievitati. Il mio sogno sarebbe quello di riuscire a crescere e rendere Ciacco qualcosa di ancora più innovativo, affiancando pizzeria e dessert bar. L’innovazione sarebbe la stella polare di tutto.

È docente in varie masterclass e all’Università di Parma. Quali benefici porta al suo lavoro la docenza e quali al pubblico e agli studenti?

Ritengo importante portare avanti l’esperienza di masterclass e di docenza in master universitari o nelle scuole perché il confronto fa sempre crescere. Fa crescere me, la mia attività e le persone che partecipano ai corsi, che spesso sono chef con un’esperienza di cucina importante. Quindi è molto stimolante e qualificante. Credo sia necessario fare “cultura del gelato”, dato che oggi ancora non c’è molto studio su questo prodotto, al contrario di quanto sta accadendo ad esempio per la pizza o i lievitati. Vorrei impegnarmi per questo.

A gennaio 2024 è stato protagonista a Striscia la notizia. Che ricordo ha di questa esperienza?

È stata un’esperienza molto bella, interessante e formativa. Al di là della visibilità che ci ha dato, è stato una bella occasione per raccontare il gelato e le nostre ricette perché il giornalista ci ha posto domande che ci hanno dato la possibilità di dire cose non banali o scontate.

Ragu - Ciacco

Quanto sono utili i social network per la sua attività?

Sono molto importanti e mi rendo conto che dovrei impegnarmi di più per seguirli. Creare contenuti di qualità non è semplice e richiede tempo. Dovrei realizzare più foto e video per raccontare cosa facciamo ma spesso manca il tempo per curare sia il profilo social dell’attività, sia quello personale.

 

Annarita Cacciamani

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