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Maria D’Amico: la forza della fiducia nel personal branding

di Valentina Tafuri
COVER-Maria D'Amico
Coerenza, autenticità e concretezza sono gli ingredienti del personal branding di Maria D’Amico, Marketing & Sustainability Manager del Gruppo D’Amico, con headquarter a Pontecagnano (Salerno) ed attiva da quasi 60 anni nelle conserve alimentari.

Maria D’Amico colpisce per lo standing, tranquillo ma fermo. L’abbiamo incontrata in più di un’occasione e la percezione, confermata da quello che ci ha raccontato di sé, è di una donna in cui la sicurezza e la determinazione convivono con modi affabili e un volto sempre sorridente. Anche questo fa parte del “personaggio” che convive con la persona, in un unicum indissolubile. 

Quando si parla di personal branding, si parla di credibilità, di professionalità, di competenza e anche di immagine. Quali sono gli elementi distintivi del suo personal branding? 

Credo che il mio personal branding si basi su tre parole chiave: coerenza, autenticità e concretezza.
Non si costruisce un’identità credibile solo con l’immagine: bisogna portare avanti ogni giorno comportamenti coerenti con i propri valori, costruire relazioni fondate sulla fiducia e saper comunicare risultati, visione e scelte in modo trasparente, condividendo il proprio percorso con passione e amore. Nel mio caso, il legame con l’azienda di famiglia e con il territorio rappresenta una parte importante del mio posizionamento: porto avanti una tradizione ma con uno sguardo sempre orientato all’innovazione, alla sostenibilità e alla valorizzazione del capitale umano.

In cosa si concretizza questa visione?

Il personal branding, per me, è un processo intenzionale e continuo: un equilibrio tra ciò che si è, ciò che si fa e ciò che si comunica. Attraverso uno stile sobrio ma determinato e la selezione mirata delle iniziative in cui investo tempo e risorse, mi impegno per rendere tangibili i valori che mi rappresentano. Mi auguro di lasciare sempre qualcosa di positivo.

INTERNA-MARIA D'AMICO

È vicepresidente di Confindustria Salerno e ambassador di AIDAF (Associazione Italiana delle Aziende Familiari). È stata inoltre più volte ospite di università testimoniando la sua esperienza professionale. Come si è guadagnata questa fiducia?

La fiducia è un sentimento potente, è un capitale prezioso che si costruisce nel tempo con costanza e dandone prova tangibile. Ho sempre scelto di espormi attraverso una condivisione di pensiero, di un’esperienza concreta o una visione da proporre. Non si tratta solo di ricoprire ruoli, ma di essere credibili anche nel modo in cui li si interpreta. In Confindustria, in AIDAF o nei contesti accademici, ho cercato di portare un contributo vero, derivante dalla mia esperienza diretta in azienda, mettendo a disposizione il mio know how ma anche aprendomi al confronto e all’ascolto. Penso che la credibilità nasca proprio da lì: dall’essere autentici, presenti e preparati.

Quanto è importante per lei esporsi in prima persona?

È importante ma deve essere una scelta consapevole, non un obbligo. Per me significa contribuire a creare un dialogo diretto con interlocutori diversi: collaboratori e collaboratrici, clienti, istituzioni, giovani. Naturalmente è un’esposizione che comporta anche grande responsabilità. Cerco sempre di coinvolgere gli interlocutori attraverso un mindset positivo, consapevole che energia e determinazione guidano il successo collettivo. «Se tutti avanziamo insieme, il successo arriverà da solo», diceva Henry Ford.

Quali strumenti di comunicazione preferisce? E quale cura maggiormente? 

Prediligo una comunicazione istituzionale ma vicina, fatta di incontri reali, interventi mirati, testimonianze dirette. I social network sono certamente utili e nel tempo ho imparato ad apprezzarne il potenziale. Oggi siamo presenti a livello aziendale su tutte le piattaforme social, puntando a ogni target con il brand D’Amico, con una comunicazione curata da un team interno e supportata da professionisti. Personalmente seguo molto da vicino la linea editoriale e i contenuti, perché credo che anche nei canali digitali debba emergere la personalità, l’identità e la coerenza del messaggio.

Riesce ad immaginare dei nuovi sviluppi del suo modo di comunicare? 

Assolutamente sì. In questo momento sto valutando la gestione professionale del profilo personale sui social media. Inoltre, sto lavorando a progetti di mentorship e formazione, soprattutto per i giovani e per le donne in azienda: anche questo, per me, è un modo importante di comunicare, costruire ponti e lasciare un segno positivo.

 

Valentina Tafuri

 

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