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Marco Martorana: «Un professionista si distingue per le competenze aggiornate»

di Alessandro Dattilo
Oltre che fondatore dell’omonimo studio legale, Marco Martorana è presidente dell’associazione “Assodata”, riferimento per i professionisti che vogliono formarsi nel settore della tutela della privacy, protezione dati e nuove tecnologie. È avvocato, autore di monografie e pubblicazioni, oltre che professore a contratto di Diritto della Privacy presso l’Università Mercatorum. «Ho messo insieme le mie passioni: il diritto e l’informatica. Oggi per differenziarsi un professionista deve essere sempre preparato, aggiornato nelle competenze, pronto a comunicare online e a usare i social anche in prima persona».

 

Come nasce la decisione di allargare il suo raggio di azione e differenziare la sua promessa al mercato? La scelta degli argomenti specifici (privacy, trattamento dati) e delle modalità differenti (docenze, libri, associazioni) è frutto di un’analisi di posizionamento?

Da sempre mi sono interessato di informatica oltre che di diritto. All’inizio era una passione, ma con il tempo ho capito che le due cose potevano coniugarsi in modo perfetto. Anni fa molti mi chiedevano, a volte con scetticismo, quali potessero essere le applicazioni pratiche legate all’informatica giuridica o alla privacy: oggi ci rendiamo conto che queste materie sono presenti in quasi tutte le nostre attività. Non c’è stata una scelta di posizionamento consapevole nel mio caso, ma una volontà di approfondire alcune materie e argomenti che mi stavano particolarmente a cuore.

Oltre che fondatore dello studio legale Martorana, lei è presidente dell’associazione “Assodata”, riferimento per i professionisti che vogliono formarsi nel settore della tutela della privacy, protezione dati e nuove tecnologie. Quanto è importante per un avvocato intraprendere un percorso di posizionamento che lo differenzi dalla genericità?

A mio avviso, come in molti altri settori, se distinguersi è fondamentale, investire su materie specifiche lo è ancora di più. Per fornire il miglior servizio possibile al cliente è quindi necessario conoscere bene gli argomenti di propria competenza, maturare esperienza sul campo e avere la possibilità di confrontarsi con colleghi e professionisti che svolgono la stessa attività. La partecipazione attiva in un’associazione di categoria consente di farlo tramite un percorso di studio, di formazione continua, ma anche di aggiornamento e di confronto: questo a mio avviso è uno stimolo importantissimo per la crescita personale e professionale. In modo indiretto, anche la partecipazione ad associazioni può essere utile per raggiungere un posizionamento importante in specifiche materie.

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Sui temi della privacy e della protezione dei dati, lei è anche docente per facoltà e organizzazioni. Essere autorevole su questi temi, e in generale occuparsi di formazione su argomenti specifici, che vantaggio competitivo le ha dato rispetto a chi svolge “solamente” il ruolo di avvocato?

Principalmente sono un avvocato, le altre attività hanno un ruolo minore nella mia vita. Tra queste, sono professore a contratto in Diritto della Privacy presso l’Università Mercatorum e coordinatore scientifico di ISDIFOG, Istituto di formazione giuridica. Sicuramente l’attività di formazione mi “costringe” a essere sempre aggiornato e formato. Questo è fondamentale in materie come diritto al trattamento dei dati personali o diritto delle nuove tecnologie, settori in continua evoluzione. Il principale vantaggio è di aver potuto conoscere e confrontarmi direttamente con i massimi esperti di queste materie: per me è un’inestimabile fonte di crescita.

Avvocato, docente, ma anche autore di monografie e pubblicazioni in materia di diritto della privacy e nuove tecnologie. Che benefici le ha portato questa esperienza e che consigli darebbe a chi sta decidendo se scrivere un libro sui temi di propria competenza?

Da un punto di vista economico non ci sono grandi benefici, forse avrei dovuto scrivere romanzi…! Il vantaggio c’è comunque: per poter scrivere, occorre conoscere perfettamente gli argomenti. Dietro una monografia si nasconde un enorme lavoro di studio e di preparazione, che inevitabilmente si riversa anche nelle attività professionali quotidiane. Da curatore di collane editoriali, consiglierei a chiunque abbia voglia e tempo di dedicarsi alla scrittura: ricordando però che serve molto tempo e voglia di mettersi in gioco.

Qual è il suo rapporto con i diversi media e con l’utilizzo dei social network?

Uso personalmente i social network, con qualche “strategia” imparata da esperti del settore come Gianluca Lo Stimolo. Sicuramente dovrei dedicare maggiore tempo ed energie a questo ambito comunicativo.

Come prepara gli aspetti del backstage? Speaking, video, look, altro.

Durante l’anno della pandemia ci siamo trovati con moltissime attività di webinar e corsi online, spesso tenuti da professionisti molto bravi ma… con capacità comunicative limitate relativamente a questi strumenti. A livello personale ho investito in tecnologie: microfoni, videocamere, computer, luci e così via. Parallelamente abbiamo seguito vari corsi di formazione legati alla comunicazione via web tenuti da professionisti esperti. Questo ci ha portato a migliorare il nostro modo di presentare contenuti visivi e di ottimizzare le tempistiche legate alla formazione.

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Che importanza ha – per la sua esperienza di professionista – farsi seguire da un ufficio stampa? Che consigli darebbe a chi sta valutando opportunità di affiancarlo come strumento di comunicazione?

Penso possa essere un ottimo strumento. Anche se non utilizzo un ufficio stampa, credo che a seguito della pandemia siano cambiati anche i modi di comunicare e l’attività di marketing. Oggi probabilmente essere il professionista più conosciuto in una determinata materia e in una zona specifica, non è più sufficiente per poter “emergere”: i clienti infatti sanno di poter essere assistiti dal più competente a livello nazionale, sempre attraverso lo stesso canale web. Le distanze si sono annullate e lo saranno almeno in parte anche dopo la fine dell’emergenza pandemica. Per questo credo che un professionista dovrà cercare di farsi conoscere per le sue qualità in ambiti sempre più ampi rispetto al passato.

 

Alessandro Dattilo

 

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