Il fondatore e CEO di Brooklyn Fitboxing racconta come la curiosità, la disciplina e il desiderio di creare connessioni autentiche abbiano trasformato la sua visione di business in un progetto di crescita personale e collettiva. Una storia di energia, empatia e determinazione.
Nato a Madrid nel 1975, Juan Pablo Nebrera ha imparato presto il valore del lavoro e della perseveranza. Da bambino costruiva i propri giocattoli con materiali di fortuna, alimentando una curiosità instancabile e un ingegno creativo che avrebbero definito la sua identità imprenditoriale. Dopo la laurea in Ingegneria Industriale all’Università Pontificia di Comillas (ICAI) e un MBA all’INSEAD, ha iniziato la sua carriera come consulente per Oliver Wyman. Tuttavia, il desiderio di dare un significato più profondo alla propria professione lo ha spinto a cambiare direzione, trovando nel fitness un linguaggio universale per unire corpo, mente e spirito.
Da ex giocatore di calcio semiprofessionista e appassionato di sport, ha dato così vita a Brooklyn Fitboxing, brand di fitness club che propone un format di allenamento con tecniche di boxe al ritmo di musica: il progetto che ha trasformato un’intuizione personale in una community internazionale. In dieci anni il format ha conquistato la Spagna e ha iniziato una forte espansione al di fuori della Penisola Iberica. L’Italia è attualmente tra i Paesi strategici per l’espansione, con oltre venti club attivi sugli oltre 200 in Europa.
Quali sono i suoi punti di forza e come li utilizza per distinguersi?
Credo che il mio punto di forza più grande sia la capacità di creare connessioni autentiche con le persone, oltre che la determinazione nel dare forma concreta alle mie idee, orientando ogni azione verso uno scopo chiaro e significativo. Ho sempre sentito dentro di me il desiderio di dare un significato più profondo a ciò che faccio: concepire il fitness non solo come un mezzo per restare in forma, ma come opportunità di trasformazione personale. Unisco il mio background da ingegnere, la mia attitudine imprenditoriale e la mia passione per creare un’esperienza che coinvolga corpo, mente e spirito. Quello che mi distingue non è solo ciò che faccio, ma il motivo per cui lo faccio e l’energia che porto nel realizzarlo.

Com’è nata l’idea di unire il fitness e la boxe al ritmo della musica?
È nata da un’intuizione semplice, ma potente: le persone non vogliono solo allenarsi, vogliono sentirsi vive. Ho visto come la musica potesse trasformare un allenamento in un momento energico, divertente e come la boxe potesse aiutare a incanalare emozioni intense. Unendo le due cose, si ottiene un’esperienza molto coinvolgente.
L’idea è maturata in un periodo di cambiamento personale, in cui ero alla ricerca di un significato più profondo. È stato allora che ho capito che l’allenamento poteva essere molto più di una semplice routine: poteva diventare espressione di sé e uno strumento per superare i propri limiti e riconnettersi con sé stessi.
In che cosa ritiene di distinguersi dagli altri nel suo settore?
Non considero Brooklyn Fitboxing solo un’attività nel mondo del fitness, per me è molto di più. Non vendiamo semplici allenamenti, creiamo una community. Non ci limitiamo a tonificare i corpi, aiutiamo le persone a riscoprire sé stesse, la propria forza, a porsi degli obiettivi. Quello che ci rende diversi è la combinazione di umanità, innovazione e impatto concreto nella vita dei nostri fitboxer. Cerco di affrontare ogni sfida con attenzione, empatia e intenzionalità. Do grande valore alla coerenza: tra ciò che dico e ciò che faccio, tra la mia vita professionale e quella personale. In un mondo che spesso premia chi fa più rumore, io cerco di essere una presenza stabile e autentica per la mia famiglia e per i miei collaboratori.
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Quale valore offre ai suoi clienti?
Offriamo trasformazione, su tutti i livelli. A livello fisico, certo – diventano più forti, più veloci, più sicuri, più in forma. Ma anche a livello mentale ed emotivo: trovano concentrazione, resilienza, connessione. Diamo alle persone un luogo dove si sentono accolte e dove possono vivere, in poco tempo, un’esperienza di allenamento di altissimo valore. Diamo un senso al fitness. E ricordiamo ogni settimana ai nostri membri che sono capaci di molto più di quanto credano e che possono davvero raggiungere i loro obiettivi.
«Il significato della vita è trovare il suo dono. Lo scopo della vita è donarlo». Cosa pensa di questo proverbio di Pablo Picasso?
Credo profondamente che ognuno di noi abbia qualcosa di unico da offrire. La sfida sta nel riuscire a scoprirlo, con determinazione, curiosità e coraggio. Ma la vera magia accade quando smettiamo di custodire quel dono solo per noi stessi e iniziamo a condividerlo, in modo libero e generoso. È lì che nasce la vera gioia. È lì che lasciamo un’eredità. È lì che ci sentiamo davvero parte di qualcosa più grande di noi.
