La filosofia del fondatore di ConGelato è quella di un narratore contemporaneo: scovare ciò che merita attenzione, costruire identità e raccontare storie che fanno la differenza. Con il suo brand ha creato uno spazio in cui qualità, cultura e comunità diventano strumenti di crescita.
C’è chi vede nel gelato un semplice piacere, e chi — come Isaac Zarfati — riconosce il potenziale di un intero settore da valorizzare. Con ConGelato, dal 2023 ha costruito una community che sostiene le gelaterie e avvicina nuovi pubblici, unendo strumenti digitali, contenuti narrativi e iniziative sul territorio. Il suo approccio al personal branding è chiaro: non esibirsi, ma creare impatto, dare voce, generare fiducia. Un metodo che, nel suo caso, ha già cambiato le regole del gioco a soli 26 anni.
Cosa la distingue dagli altri?
Il mio percorso è cominciato tra più Paesi, in un contesto internazionale che mi ha portato ad abitare in realtà diverse. Poi sono tornato a Milano — una città in cui non sono cresciuto, ma in cui mi sento profondamente a casa. Anzi, mi sento molto milanese, per visione, velocità e desiderio di costruire. ConGelato è nato in famiglia, letteralmente. È un progetto che ho avviato insieme ai miei fratelli, partendo da una semplice idea: raccontare il gelato italiano con occhi nuovi. Da lì siamo cresciuti, diventando una squadra vera, fatta di persone che ci credono, e collaborando con decine di realtà straordinarie. Oggi, grazie al lavoro di team, ConGelato è una community viva, una piattaforma digitale, un network culturale e commerciale che unisce chi il gelato lo fa e chi lo ama.
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Probabilmente il fatto che non vengo “dal settore” — e forse è proprio questo il mio punto di forza. Non sono un gelatiere, ma ho deciso di dedicare anni a capire i bisogni di chi il gelato lo produce e di chi lo ama. Non ho ereditato una gelateria, ma ho costruito un ecosistema in cui centinaia di gelaterie si sentono rappresentate, ascoltate e valorizzate. A differenza di molti che si occupano solo di delivery o di vendite, io ho costruito un ponte tra online e offline, tra tradizione e innovazione, tra esperienza fisica e racconto digitale. Con ConGelato non vendiamo coni o vaschette: aiutiamo le gelaterie a trovare nuovi clienti, a comunicare meglio, ad avere strumenti per crescere. E forse l’aspetto che più mi distingue è il fatto che, pur occupandomi di dati, SEO e strategia, non perdo mai il contatto con il prodotto vero. Ogni volta che assaggio un nuovo gusto, so che c’è un messaggio da raccontare.
Come comunica con il suo pubblico di riferimento?
Con empatia, concretezza e un pizzico di ironia. Utilizzo i social, la newsletter, articoli, eventi e ovviamente il sito con-gelato.it, ma ciò che conta davvero è l’ascolto. Con il pubblico delle gelaterie, parlo la loro lingua: zero buzzword e tanta sostanza. Offriamo strumenti veri — visibilità, strategie, dati — ma sempre con attenzione alla realtà quotidiana di chi sta dietro un banco. Con il pubblico dei gelato lovers, invece, comunico attraverso esperienze. Non vendiamo gelato, raccontiamo gelati. Organizziamo eventi, percorsi tematici nelle città, facciamo video con le persone per strada. Li mettiamo al centro e li accompagniamo nella scoperta di un mondo che è molto più ricco di quanto sembri
Se dovesse dedicare il resto della sua vita a una sola cosa, quale sarebbe?
Mi dedicherei a riconoscere valore dove altri vedono normalità. Ho sempre avuto un’attrazione per ciò che rischia di passare inosservato: la qualità nascosta, le storie che nessuno racconta, il lavoro fatto bene in silenzio. Che sia una gelateria di quartiere o un progetto che nasce in un piccolo laboratorio, mi interessa far emergere ciò che merita spazio. Credo nella forza della narrazione, della cultura e della comunità. Se potessi dedicarmi a una sola cosa, sarebbe questa: dare voce a chi ha qualcosa di autentico da offrire, aiutandolo a trovare la sua strada, la sua identità e il suo pubblico. Che si tratti di gelato o altro, quello che mi muove è rendere visibile ciò che ha valore.
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Un aforisma in cui si riconosce?
«Il mio consiglio è di non chiedersi perché e per come, ma semplicemente di godersi il gelato mentre è sul piatto – questa è la mia filosofia», di Thornton Wilder. Perché è profondamente vero: in un mondo che corre sempre, il gelato ti costringe a fermarti. Non puoi rimandarlo. Non puoi salvarlo per dopo. Devi gustarlo adesso. E questa frase racchiude anche il mio approccio all’imprenditorialità: fare le cose bene, ma farle ora, senza aspettare la perfezione. Le idee vanno vissute. L’unicità del gelato sta anche in questo: è un piacere effimero, ma se sai assaporarlo diventa memorabile.
Cosa consiglia ai giovani che vogliono fare impresa?
Di iniziare prima di sentirsi pronti. Io ho fondato ConGelato con pochissimi mezzi, ma con una visione chiara. Se avessi aspettato di avere tutte le risorse, tutti i contatti, tutta la sicurezza… non avrei fatto nulla. E poi consiglio di problemi concreti. Non serve fare tutto, non inseguire la visibilità, ma il valore. I follower arrivano se aiuti davvero qualcuno. I risultati arrivano se risolvi, serve fare bene ciò che conta.
Photo cover: Linkedin
