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Halloween: i 4 “orrori” da evitare nel Personal Brand

di Carola Porcella
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Giocando in parallelo tra gli “orrori” di Halloween e quelli commessi da professionisti e imprenditori, ecco alcuni errori da non fare nella gestione del vostro brand personale.

Cosa c’entra Halloween con il Personal Branding?

Ereditata dal mondo angloamericano, Halloween è diventata una vera e propria ricorrenza per grandi e piccini. Il suo successo è indiscusso, dovuto in gran parte a un rituale chiaro e semplice, che ha molto in comune con le strategie del Personal Branding.

Qualche esempio?

  • Target specifico: bambini e ragazzi
  • Argomento specifico: la resurrezione dei morti e dei mostri
  • Àncore visive: i costumi dell’orrore
  • Slogan: dolcetto o scherzetto?
  • Rituale: la raccolta dei dolcetti
  • Promessa al mercato: permette a bambini e adulti di divertirsi con feste a tema, mascherati da mostri e streghe

Queste caratteristiche hanno reso Halloween memorabile nell’immaginario collettivo. Proprio come il risultato, ambito e agognato da moltissimi imprenditori: quello cioè di essere considerati la scelta numero 1 in un preciso campo.

D’altra parte, per avere un buon brand personale è necessario saper creare una forte associazione mentale tra una competenza rilevante per un pubblico e la propria persona, in modo da essere il primo nome che viene in mente per quel servizio specifico.

Come fare per ottenere questo risultato?

Giocando sul parallelo tra gli “orrori” di Halloween e quelli messi in atto da molti professionisti e imprenditori, vediamo insieme quali sono gli errori più “spaventosi” da evitare nella gestione del vostro brand personale:

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1) Fingere di essere qualcuno che non siete

Creare il proprio brand personale è un’attività tutt’altro che semplice e non va improvvisata: si tratta infatti di comunicare la propria immagine agli altri per essere riconosciuti come i massimi professionisti per una nicchia. Nel farlo, la tentazione di mostrare il lato migliore di sé stessi o di impegnarsi per essere diversi dalla realtà, secondo un ideale prototipo di perfezione, è tanto forte quanto controproducente.

L’obiettivo che porta ad avere un brand personale è quello di creare un’associazione mentale tra la vostra persona e le vostre competenze. Viceversa, cambiare e trasformare la vostra identità sarebbe uno degli errori più gravi per un Personal Brand, con criticità nel lungo periodo. Ricordiamoci che il nostro target ha bisogno di stabilire un rapporto di fiducia con noi, come base per poi eseguire l’acquisto di un prodotto o di un servizio. Il peggio che può capitare è sentirsi “ingannati” da una persona che – rispetto a come appare nei profili social o sul blog – si rivela poi profondamente diversa nella realtà.

Per prima cosa abbandonate l’uso di Photoshop per ritoccare le vostre foto. Aggiornate invece le immagini sui social per far sì che siano il più possibili recenti e autentiche. Evitate infine di millantare competenze che non vi appartengono.

L’autenticità è la chiave sia per le relazioni che per i marchi personali. Non commettete l’errore di fingere di essere qualcuno che non siete.

Analizzate i vari punti dove il vostro brand personale entra in contatto con il vostro target specifico e valutate se:

  • La vostra attuale biografia e la vostra foto più recente sono coerenti con quelle inserite nei profili social?
  • Avete un tono di voce coerente in tutti i vostri contenuti?
  • Sarete in grado di rispettare le promesse fatte ai vostri utenti, una volta incontrati dal vivo?

2) Trascurare la promessa al mercato

Un altro tassello che non può mancare tra gli errori del vostro Personal Brand è prestare poca attenzione alla promessa al mercato.

Convincere i propri clienti ad affidarsi alla vostra immagine è molto più complesso che vendere un prodotto, ma non così diverso. Infatti, se siete poco chiari su ciò che offrite e sul perché i vostri clienti dovrebbero proprio affidarsi a voi, allora non c’è slogan o consulenza d’immagine che tenga. D’altronde, vi mettereste mai ad aprire un negozio quando non siete ancora sicuri su quale sia il prodotto da vendere? Ovviamente no.

Lo stesso vale per il Personal Branding. Bisogna porsi domande importanti prima di scrivere un articolo sul blog o postare il primo contenuto sui social, perché è necessario capire dal principio cosa vi rende unici sul mercato e autentici, grazie proprio alla vostra promessa al mercato.

Le persone che saltano questo passaggio e iniziano immediatamente la promozione della propria immagine sono quelle che si ritrovano ad avere un’identità “forzata” difficile da sostenere nelle relazioni. Spesso si finisce per abbandonare questa strategia dopo poche settimane.

Il personal branding richiede molto tempo, è un processo che in qualche modo cresce insieme a voi. Per questo dovete essere i primi ad avere ben chiaro quale sia realmente la vostra attività, per poterla poi comunicare agli altri. Solo così potrete convincere il vostro target a scegliere voi, rendendo il vostro brand realistico e riconoscibile.

Vuoi un esempio di promessa al mercato? Ecco quella di Gianluca Lo Stimolo, Business Celebrity Builder:

Aiuto imprenditori e professionisti a diventare volti noti del loro settore, attraverso strategie e tecniche di personal branding

sinek-cover3) Avere una Mission poco chiara

Tutti conosciamo il meccanismo psicologico secondo cui le persone “comprano” più favorevolmente da chi risulta loro simpatico. Per aiutare la vostra nicchia di mercato a sviluppare una relazione con voi dovete essere ben visibili e stabilire una connessione significativa. Quindi, dopo aver mostrato la vostra immagine online è bene rivelare anche la vostra missione, il perché che si cela dietro al volto e al marchio.

La mancanza di chiarezza su quel “perché” non solo vi rende difficile presentarvi e condividere la vostra storia, ma confonde anche il vostro pubblico, uccidendo le conversioni. Quindi, per evitare che ciò accada a tutti i costi, iniziate a chiarire lo scopo del vostro brand:

  • Perché avete iniziato la vostra attività?
  • Cosa fate esattamente?
  • A quale target vi state rivolgendo?
  • Che problema avete risolto ai vostri clienti?

Come dice Simon Sinek, esperto di marketing e autore del libro “Trova il tuo perché“:

People don’y buy what you do, they buy why you do it

Le persone non acquistano in base a cosa fai, ma comprano il perché lo fai. Fare affari con persone che credono nella vostra stessa mission è l’ingrediente segreto per avere successo.

4) Avere un sito aziendale, senza però un sito web personale

Ultimo tra gli errori da evitare per un Personal Brand, ma sicuramente non meno importante, è quello di non avere un sito web per mostrare chi siete e cosa fate, oltre a proteggere un dominio con il vostro nome, il vostro servizio e la vostra missione.

Nell’era odierna immersa nel digitale non avere un sito web equivale a non esistere online. Quando le persone cercano su Google il vostro nome, dovreste sentirvi orgogliosi, sapendo che troveranno un sito web favoloso, in grado di fornire al vostro pubblico dei sogni un modo per conoscervi. Senza preoccuparci di quali omonimi troveranno o, ancora peggio, di non essere trovati affatto.

Inoltre, con un sito personale curato potete guidare i vostri utenti in un viaggio attentamente studiato, che alla fine porterà a prenotare i vostri servizi, ad acquistare i vostri prodotti. Ad avere fiducia in te.

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Tutto chiaro? Non ci resta che augurare a tutti una buona festività.

Ricordiamoci però che Halloween dura un giorno solo (ed è l’unica occasione in cui è legittimo avere la… zucca vuota). Dal giorno dopo, perciò, niente alibi: d’altronde con il Personal Branding non si scherza!

 

Carola Porcella

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