Dai capelli bianchi alla t-shirt scura, l’immagine di Giorgio Armani è diventata iconica tanto quanto i suoi abiti e completi. La sua capacità di creare un’identità visiva coerente e immediatamente riconoscibile è stata un pilastro del personal branding contemporaneo.
Leggiamo, vediamo ed ascoltiamo in questi giorni i tanti ricordi e commenti di persone note e meno note che hanno avuto la fortuna ed il privilegio di incontrare e conoscere personalmente il “Signor Armani”, come tutti si riferiscono a lui nel ricordarlo.
Giorgio Armani è stato, nelle parole di tutti, un magister elegantiae: un’eleganza che va oltre gli abiti che ha creato, eleganza d’animo e di modi, nonostante l’indole instancabile dell’Armani imprenditore e lavoratore, che seguiva ogni aspetto della sua azienda. L’eleganza è stata la cifra anche del suo personal branding, come si legge anche nella home del sito ufficiale: «Il segno che spero di lasciare è fatto di impegno, rispetto e attenzione per le persone e per la realtà. È da lì che tutto comincia».
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Un personal branding che ha fatto scuola
Anche altri stilisti, italiani e non, hanno fatto del proprio nome il proprio marchio, ma quello di Giorgio Armani ha beneficiato anche e molto della persona e del personaggio. Un brand che nasce a Piacenza con lui, si trasforma in Giorgio Armani azienda grazie anche all’appoggio e alla complicità del compagno Sergio Galeotti, e che il Sig. Armani ha sempre portato avanti con abnegazione, impegno, serietà.
Negli anni, l’immagine si è andata sempre più definendo in quello che oggi resta nei ricordi dei più: l’uomo con fulgidi capelli bianchi e t-shirt blu. Quel blu scuro che ha preso il suo nome come colore dell’eleganza da sostituire al nero. In lui dunque tutti i pilastri del personal branding: innanzitutto la competenza e un talento innato, che hanno fatto di lui lo stilista tanto amato nel mondo e nei mondi: della moda, del cinema, dello sport, per citarne alcuni.
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In secondo luogo, la peculiarità, il tratto distintivo: quel tocco stilistico che ha reso la donna elegante ed intrigante senza scorciatoie, senza scoprirne il corpo a tutti i costi. Ha creato uno stile lui, stilista, appunto, quello sintetizzato in una delle sue frasi più iconiche: l’eleganza non è farsi notare ma farsi ricordare. Poi il “suo” tratto stilistico, la sua immagine: il blu dei suoi outfit, riconoscibile, nella sua essenzialità, nel rumore d’immagine di oggi, i capelli bianchi, gli occhi azzurri messi in risalto da un incarnato spesso abbronzato.
Infine ma in cima, per importanza, a questa breve analisi, come missione e come faro di ogni iniziativa, quella la dedizione alla bellezza, alla misura, tanto nelle proporzioni dei suoi abiti quanto nell’ espressione della sua personalità, che in questi giorni di lutto si è ritrovata anche nell’allestimento di una camera ardente intima nonostante l’ampiezza del teatro che l’ha ospitata e densa dell’ emozione delle tante persone che hanno voluto tributargli un saluto, in quel silenzio che lui aveva richiesto tra le sue ultime volontà per il giorno del commiato.
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Quell’etica del lavoro, diremmo, che è stata immortalata in una famosa foto del “Re Giorgio” che sistema gli abiti su un manichino di una vetrina di una boutique della sua Milano.
Photo cover: Giorgio Armani nel 1997, Wikimediacommons / GianAngelo Pistoia
