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Gianluca Del Mastro: «Nell’hospitality, etica e qualità fanno la differenza»

di Alessandro Dattilo
In attesa dei giochi di Milano-Cortina 2026, il pioniere del settore extra-alberghiero racconta come la città e il settore si stanno trasformando: «Affidare l’immobile a una società seria riduce i rischi legati agli affitti tradizionali e garantisce rendimenti costanti»

 

Imprenditore, pioniere del settore extra-alberghiero e profondo conoscitore del mercato milanese, Gianluca Del Mastro ha contribuito alla crescita e alla professionalizzazione dell’hospitality di lusso in Italia. Dopo la laurea alla Bocconi e le prime esperienze durante Expo 2015, ha fondato diverse società di successo. Una delle ultime, Prestige Boutique Homes, è un network dedicato ai viaggiatori che cercano case uniche, capaci di unire la libertà di un alloggio privato con le attenzioni tipiche di un hotel di alto livello.

Partiamo dall’attualità. La domanda di affitti brevi per le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026 è in crescita: si parla di tariffe che in alcune zone del centro superano del 200% la media annuale. Che consigli si sente di dare ai proprietari e agli host che affittano i propri appartamenti per il periodo dell’evento?

Sicuramente l’evento del 2026 rappresenta una grande opportunità per Milano. La città si sta preparando da tempo: già da un anno e mezzo si muovono delegazioni e staff, soprattutto nell’ambito corporate. Ma ciò che contraddistinguerà le due settimane olimpiche sarà un fermento straordinario, con tariffe in forte crescita e un’attenzione internazionale paragonabile – se non superiore – a quella del Salone del Mobile.

Dopo un 2024 segnato da una lieve flessione del mercato, dovuta all’aumento dell’offerta (+10/12%), le Olimpiadi saranno una boccata d’ossigeno per tutto il comparto alberghiero ed extra-alberghiero. È però fondamentale che la città si faccia trovare pronta: dai servizi ai trasporti, fino alla sicurezza. Sarà una vetrina mondiale che porterà a Milano persone che forse non ci sono mai state, e l’impatto sull’immagine della città sarà decisivo.

Il mio consiglio agli operatori è semplice: etica e professionalità prima di tutto. È giusto adeguare i prezzi alla domanda, ma senza eccessi, mantenendo coerenza con la qualità offerta. E soprattutto, occorre garantire alloggi curati, manutenzioni puntuali e attenzione all’esperienza dell’ospite. Purtroppo, capita ancora che alcuni operatori improvvisati guardino solo all’aspetto economico, trascurando la qualità. Così facendo, però, si danneggia non solo il proprio business, ma anche l’immagine complessiva della città.

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Photo: iStock / Andrei Antipov

Dal suo percorso alla Bocconi, passando per l’EXPO 2015, lei è stato tra i primi a intuire il potenziale dell’extra-alberghiero di lusso nel centro di Milano. Quali sono state le sfide più importanti del suo percorso imprenditoriale?

Posso dire di aver visto nascere e crescere questo settore. Nel 2014 a Milano esistevano pochissime realtà strutturate. La città non aveva ancora vissuto il boom turistico che sarebbe poi esploso con l’Expo. Io mi ero appena laureato in Bocconi e ho deciso di lanciarmi in questa avventura.

All’inizio non è stato facile: molti proprietari erano diffidenti, temevano che gli immobili venissero danneggiati o mal gestiti. Abbiamo dovuto “educare” il mercato, far capire che un appartamento gestito in modo professionale viene mantenuto meglio, perché l’attenzione alla manutenzione e ai dettagli è continua. Oggi la situazione è completamente diversa: i proprietari ci cercano, anche per una questione di sicurezza. Affidare l’immobile a una società seria riduce i rischi legati agli affitti tradizionali e garantisce rendimenti costanti.

Certo, l’aumento della domanda ha portato anche a una crescita dei prezzi e a un maggiore interesse da parte di fondi e investitori. Oggi il mercato si sta stabilizzando, ma resta dinamico e competitivo. Chi vuole emergere deve puntare su professionalità, trasparenza e cura dell’ospite. È questa l’evoluzione naturale del settore: sempre più strutture medio-alte, spesso concentrate in palazzi con più unità, per offrire al cliente una percezione di piccola realtà ricettiva, ma con standard di lusso.

Sono in programma nuove iniziative o collaborazioni per rafforzare il suo brand personale nei prossimi mesi?

Riconosco l’importanza del personal branding: è un tema che mi appassiona e che ho intenzione di approfondire, sia per me stesso sia per aiutare altri imprenditori a costruire la propria immagine in modo autentico.

Credo che oggi distinguersi sia fondamentale, ma deve essere fatto con concretezza, mostrando risultati reali, casi di successo e testimonianze vere. Non serve raccontare storie infondate: serve coerenza, serietà e visione. Mi piacerebbe condividere il mio percorso proprio per ispirare altri imprenditori e per dimostrare che si può crescere restando fedeli ai propri valori.

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Che consiglio darebbe a chi vuole diventare un punto di riferimento nel proprio settore, costruendo un’identità credibile e riconoscibile?

Il mio consiglio è quello che ha guidato anche me: correttezza, trasparenza e rispetto. Quando gestisci gli immobili di altre persone – che siano privati o società – hai tra le mani un valore importante, spesso frutto di sacrifici. Devi comportarti come se quelle case fossero tue, anzi meglio: con la cura del “buon padre di famiglia”.

In questo settore, come in tanti altri, non si può pensare a guadagni immediati o strategie “spot”. Serve una visione a lungo termine, basata sulla qualità, sulla fiducia e sull’attenzione ai dettagli. Oggi vedo nascere molte società che puntano più sulla quantità che sulla qualità: ma nel tempo, sono convinto, vince chi costruisce con serietà, passo dopo passo.

 

Alessandro Dattilo

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