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Francesco Catona, psicologo nella natura: «Condivido riflessioni, non chiamatemi guru»

di Virginia Grozio
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«Ogni elemento naturale possiede una sua specificità. Il mio lavoro di psicologo nasce dall’amore per questa specificità insita in ognuno di noi». Queste le parole utilizzate da Francesco Catona per raccontare la sua attività di psicologo e psicoterapeuta.

 

Diventiamo delle copie perché non accettiamo i nostri lati ombra

 

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Classe 1978, di origini calabresi, ma milanese di adozione, ha dedicato la sua vita a questa professione. Tra i suoi pazienti e la stesura di libri, è sbarcato anche sul web, trovando in particolare in Youtube un mezzo comunicativo con cui esprimersi: nel suo canale da più di 61mila iscritti mostra alla Rete la sua unicità come professionista.

Giorno dopo giorno Francesco condivide video in cui racconta tematiche legate alla psicologia. In particolare si mostra immerso nella natura tra suggestivi paesaggi di montagna e giardini, illustrando le analogie esistenti tra la nostra psiche e gli elementi intorno a noi.

Psicologia e natura, cosa ti ha portato ad approfondire questo legame?

La natura rispecchia quello che abbiamo dentro. Questo mi ha portato a trattare gli argomenti legati alla psicologia nella natura selvaggia. Sono tanti gli autori che mi hanno ispirato ad approfondire questo legame. In particolare James Hillman (fondatore della Psicologia Archetipica): proprio quest’ultimo, durante un’intervista con una giornalista italiana, ha introdotto il tema della psicologia del giardino. Per lui la nostra anima è un mistero e possiamo interpretarla attraverso le immagini del giardino.

Raccontare tematiche legate alla psicologia sui social: come ti sei differenziato tra i tanti profili esistenti?

Cerco sempre di fare qualcosa che nessuno abbia mai fatto prima o dire in modo diverso cose che sono già state dette. Nel momento in cui il professionista non copia, emerge il suo lato creativo. Questa è una magia, essere come gli altri porta a perdere la propria identità. Diventiamo delle copie perché non accettiamo i nostri lati ombra: seguire il modello di perfezione è più semplice, infonde tranquillità, ma non funziona, ci chiudiamo all’interno di gabbie. Per uscirne, in noi emergono forze creative, emotive e caratteriali che rompono quel modello.

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Sei molto presente su YouTube, cosa ti ha spinto a prediligere questa piattaforma?

Una passione arrivata senza un progetto preciso. Ho iniziato a dedicarmi alla creazione di video su YouTube e nel tempo questo è stato il mezzo che ha funzionato meglio nella mia comunicazione. Montando le immagini, riesco a dare vita a una vera e propria narrazione, realizzando quasi dei piccoli film.

Quanto conta per uno psicologo mostrare il proprio volto per promuoversi?

È fondamentale mostrare il proprio volto per sviluppare un percorso professionale. Ogni terapeuta presenta al pubblico un suo modo di affrontare determinate problematiche, portando una sua visione, una sua modalità. Un professionista riesce a emergere se esprime l’elemento che lo rende diverso. Il tutto mantenendo sempre l’unicità ed evitando l’uso dei social in modo artificioso.

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Come si crea un rapporto di fiducia con gli utenti?

Mostrando il proprio lato autentico, realizzando progetti senza avere una strada troppo rigida e non dando mai una verità. Nel mio lavoro condivido riflessioni, ma mai come se fossi un guru. Riflessioni che possono essere vere, ma potrebbe essere vero anche il loro contrario. Questo perché nella vita non c’è una persona a cui affidarsi completamente. Dentro ognuno di noi c’è la verità. Lasciando uno spazio non rigido, nasce un dialogo basato sul confronto. E questo crea fiducia.

 

Virginia Grozio

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