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Diego Furlani e Salabam, la parola magica per viaggiare in tutto il mondo

di Francesco Bommartini
Condivide la sua agenda online con chiunque desideri chiacchierare e confrontarsi. Su LinkedIn posta e commenta senza mai essere banale. Diego Furlani, co-fondatore di Salabam, ha realizzato il sogno di una vita: organizzare viaggi. Sull’onda di un claim semplice e immediato (“Un voucher per viaggiare”), consente ad aziende e viaggiatori di prenotare un soggiorno in tutto il mondo, scegliendo online fra 500mila hotel, B&B e appartamenti.

 

Salabam, ovvero un voucher per viaggiare. Cosa fate esattamente e quando nasce l’idea?

Salabam nasce a fine 2015 da una business idea condivisa con Marco Mazza, Simone Prioli e Michele Costantini, con cui abbiamo dato vita all’azienda. All’inizio avevamo in mente di diventare prodotto consumer alternativo ai cofanetti regalo tradizionali mentre oggi Salabam, che è solo uno dei marchi della nostra azienda, è un voucher a prenotazione immediata per soggiorni in tutto il mondo. Oltre a Salabam, abbiamo nel tempo creato anche due portali di prenotazione diretta online, per hotel, b&b e appartamenti: VadoBay, una piattaforma chiusa al pubblico e presente in tutti i principali portali welfare, e Vivamod, l’ultimo nato, aperto al pubblico e utilizzato da aziende per piani loyalty, incentive, promo e concorsi. Tra l’altro per questa realtà abbiamo aggiunto una facilitazione: la possibilità di pagare in tre rate con ScalaPay. Questo permetterà agli interessati di avere subito quel che gli interessa, pagando solo in un secondo momento.

Le vostre aspettative iniziali contro quali ostacoli si sono scontrate e come li avete superati? Tornando indietro, quali errori evitereste?

All’inizio avevamo in mente di rivolgerci a una clientela diretta e per fare questo abbiamo cercato delle fonti di finanziamento esterne alla nostra compagine sociale. È stato un percorso difficile, mentre cresceva il nostro mercato b2b: a quel punto, abbiamo virato le forze sui canali che funzionavano. Sono convinto che molti errori ci abbiano portato a costruire la nostra strada e pertanto siano stati comunque propedeutici a dove siamo ora. Se dovessi ripresentare Salabam, lo farei più semplice: nella versione iniziale era un prodotto abbastanza complesso da capire.

 

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In ottica di personal branding e comunicazione, che tipo di cambiamento hai percepito da quando hai fondato Salabam?

È un’attività utile: l’immagine, così come l’impressione che dai di te stesso o della tua azienda può far cambiare le sorti di una trattativa o di una partnership. Come ti vedono gli altri, ti permette di avviare un contatto o chiudere un contratto che altrimenti non sarebbe possibile. Per questo fare del personal branding, senza diventare uno show-off fine a se stesso, ha una valenza importante. La prima volta che mi sono accorto del suo valore è stato durante un evento in presenza a fine 2019, quando una persona che conoscevo solo digitalmente – di persona non l’avevo mai vista – mi ha riconosciuto e avvicinato.

Su Linkedin sei molto attivo. È il social che preferisci? Segui strategie specifiche, con un piano editoriale per curare la tua presenza?

Diciamo che ogni social si sta ricreando un suo target: nel corso della stessa giornata, un utente può essere più da LinkedIn, Facebook o Instagram. Ad esempio, quando cerco una breaking news, il social migliore, anche se non pubblico mai nulla, rimane Twitter. Su LinkedIn posto 2-3 pezzi a settimana: non ho una strategia specifica o un piano editoriale studiato. Cerco di riportare notizie che attirano la mia curiosità sul mondo delle imprese, in particolare per quanto riguarda la creatività o l’attenzione ai dettagli. Post che parlano di Salabam, Vivamod e VadoBay cerco di farne il giusto, per non eccedere nell’autoreferenzialità.

Ho notato che utilizzi Calendly per permettere a chi è interessato di fissare un appuntamento online con te. Che tipo di esperienze hai vissuto in tal senso? Hai incontrato persone interessanti?

Calendly è molto comodo: permette di condividere la propria agenda con altre persone, senza dover andare avanti con il ping pong delle disponibilità. Lo trovo decisamente utile e funzionale. Durante il secondo lockdown ho fatto molti incontri virtuali, conoscendo persone decisamente interessanti. Alcuni di questi incontri erano una sorta di caffè online, senza una necessità immediata di business. Non è la stessa cosa di un incontro dal vivo, questo è evidente, ma l’abbattimento dei tempi di spostamento permette di poterne fare di più. Con la ripresa delle attività, il tempo a disposizione per questo genere di attività è calato notevolmente.

 

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Che tipo di rapporto hai in generale con i social network, a livello personale e aziendale?

Ci dedico diverso tempo, sia per ragioni personali che aziendali. A volte anche troppo: capita infatti che ogni tanto lo swipe-up diventi compulsivo. Di fatto sono un nuovo media, con i pro e i contro di non essere “mediato”. Le fake news che circolano sui social network e la loro capacità di diventare virali sono uno degli aspetti negativi di questo strumento. D’altro canto però non si può negare che siano un acceleratore di contatti e relazioni tra persone. Per questo sia a livello personale che aziendale sono sicuramente uno strumento utile e molto efficace.

Ritieni utile l’attività di ufficio stampa? Ne avete uno in Salabam?

Un ufficio stampa che curi la propria presenza su media e social è sicuramente importante. Permette di migliorare l’immagine dell’azienda e delle persone rispetto ai propri interlocutori, magari trovandone di nuovi. Al momento questa funzione la curiamo internamente, ma stiamo valutando la possibilità di avere un ufficio stampa che ci aiuti nell’intento.

 

Francesco Bommartini

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