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Con “Amministratore a domicilio” la gestione condominiale ha un volto

di Annarita Cacciamani
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I titolari di Aleramica Condomini spiegano come stanno riportando la figura dell’amministratore nei condomini, trasformando il loro progetto in un brand tra web e territorio.

In un’epoca dominata dalla digitalizzazione forzata e da uffici sempre più distanti dalla realtà quotidiana, il progetto di Stefania Carpegna e Daniele Bossi rappresenta una controtendenza coraggiosa e necessaria. Titolari di Aleramica Condomini, con sede a Casale Monferrato, i due professionisti hanno dato vita a “Amministratore a domicilio”, un brand che trasforma un’esigenza pratica — quella dei condomini di “vedere” finalmente il proprio amministratore — in un modello di business innovativo. Non si tratta solo di gestire scadenze e burocrazia, ma di ridefinire il ruolo dell’amministratore come figura presente, visibile e attiva sul territorio. Attraverso un sapiente mix tra comunicazione digitale, trasparenza e sopralluoghi costanti, Carpegna e Bossi stanno scardinando la vecchia percezione della gestione condominiale, trasformando l’ufficio in un laboratorio di idee e il condominio nel vero cuore pulsante del loro lavoro.

Come nasce il progetto “Amministratore a domicilio”?

Il progetto nasce nel 2024 dall’esigenza di coniugare una gestione amministrativa precisa con una presenza reale sul territorio. Oggi spesso il condominio non vede mai il proprio amministratore, mentre una volta era una figura molto più presente. Abbiamo voluto recuperare proprio quell’approccio: magari una volta si facevano meno aspetti burocratici, ma c’era un rapporto diretto e continuo con i condomini. La nostra presenza serve anche a prevenire le problematiche. Andando fisicamente in condominio ci accorgiamo prima di eventuali lavori da fare, anche piccoli, intervenendo subito e riducendo i costi. Il nostro obiettivo, infatti, è proprio quello di spostare il lavoro fuori dall’ufficio: l’amministratore deve essere visibile, presente, deve stare tra le persone.

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Quali sono i vantaggi rispetto a una gestione condominiale classica?

Il primo vantaggio è la presenza costante. Non interveniamo solo su chiamata: programmiamo visite periodiche, comunicate in anticipo ai condomini, così chi vuole può incontrarci direttamente. Il contatto diretto è fondamentale: strumenti digitali come e-mail o bacheche online sono utili, ma non sostituiscono il rapporto umano. Essere presenti sul posto ci permette anche di prevenire problemi e individuare criticità che spesso non vengono notate. Inoltre, possiamo proporre soluzioni anche dal punto di vista economico, come finanziamenti per lavori. Tutto questo rientra in una visione precisa: meno attività chiuse in ufficio e più tempo dedicato al rapporto con le persone, perché è lì che si crea valore.

Quali strumenti utilizzate per far conoscere il servizio?

Stiamo lavorando al rilancio del sito web e oggi abbiamo ancora due siti distinti, ma l’idea è quella di convergere sempre più sul progetto “Amministratore a domicilio”. Utilizziamo molto i social, soprattutto con video durante i sopralluoghi, per mostrare concretamente cosa facciamo. Puntiamo anche sulla presenza sul territorio, ad esempio con una vettura brandizzata, e organizziamo eventi nel nostro studio coinvolgendo condomini e fornitori. Anche la comunicazione, studiata insieme a Gianluca Lo Stimolo e l’agenzia Stand Out, segue la nostra filosofia: non vogliamo essere solo online, ma usare il digitale per portare le persone a conoscerci davvero, di persona.

Il web può aiutare un condominio a scegliere un amministratore?

Sì, ed è uno degli obiettivi principali. Spesso si sceglie solo in base al prezzo, senza valutare la qualità del servizio. Attraverso il web vogliamo spiegare cosa significa lavorare correttamente, anche con contenuti video per rendere tutto più chiaro. Un po’ come una “pubblicità progresso”, cerchiamo di far emergere le buone pratiche. Ad esempio, convocare un’assemblea via WhatsApp può sembrare un risparmio, ma è rischioso e contestabile. Il digitale quindi è uno strumento importante, ma sempre al servizio di un obiettivo più ampio: creare consapevolezza e rafforzare un rapporto umano che resta centrale.

Avete in mente sviluppi futuri del progetto?

Stiamo valutando anche un modello replicabile, come un franchising, creando un pacchetto completo con metodo e strumenti. Crediamo molto nell’integrazione tra digitale e rapporto umano: il web è fondamentale, soprattutto per le nuove generazioni, ma non può sostituire la presenza. Anzi, tutta la nostra idea di sviluppo va proprio in questa direzione: usare la tecnologia per liberare tempo e riportare l’amministratore sul territorio.

Quali difficoltà avete incontrato nel comunicare il vostro lavoro?

La difficoltà principale è il tempo. Per questo stiamo investendo in software e automazioni: molte attività interne sono necessarie ma non visibili al cliente. Se riusciamo a automatizzarle, possiamo dedicarci di più alla presenza sul campo. Alla fine, al condomino interessa avere un servizio corretto, ma percepisce valore soprattutto quando l’amministratore è presente e disponibile. È lì che vogliamo concentrare sempre di più il nostro lavoro.

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Stefania Carpegna

Che riscontro avete avuto dai condomini?

Molto positivo. Quando abbiamo iniziato a proporre incontri programmati, molti hanno apprezzato proprio perché non erano abituati a vedere l’amministratore. Il fatto di sapere che c’è una presenza reale è stato percepito come un valore. Questo conferma che il rapporto umano, anche oggi, resta un elemento fondamentale.

Avete mai pensato di raccontare il progetto in un libro?

Sì, è un’idea che ci piacerebbe sviluppare. Stiamo raccogliendo materiali e spunti. Anche questo sarebbe un modo per raccontare non solo un servizio, ma una visione diversa del lavoro: meno scrivania e più presenza tra le persone.

 

Annarita Cacciamani

Nella cover: Daniele Bossi, Stefania Carpegna, Azzurra Nalin

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