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Alessandro Necchio: «La leadership non si impone, si dimostra»

di Giorgio Nadali
COVER-Alessandro Necchio
Consulente del lavoro e tributarista con sede a Padova, Alessandro Necchio ha trasformato uno studio professionale in un brand umano e strategico.

Nel mondo della consulenza aziendale, distinguersi non significa soltanto offrire competenze tecniche, ma saper comunicare una visione. Alessandro Necchio, consulente del lavoro e tributarista, ha fondato nel 1999 a Selvazzano Dentro (PD) uno studio che porta il suo nome, costruendo negli anni un personal brand solido e riconoscibile: un brand che parla di crescita, fiducia e trasformazione.

La sua firma professionale? Essere un partner capace di leggere le esigenze dell’impresa prima ancora che emergano, e accompagnare imprenditrici e imprenditori in un percorso evolutivo che coinvolge numeri, processi e soprattutto persone. Il messaggio che porta avanti ogni giorno è chiaro: nel business il valore nasce dalle relazioni e dalla capacità di innovare, rompendo gli schemi — anche in un settore regolato da norme. Essere guida più che fornitore, anticipare scenari, mettere l’umano al centro: questa è la strategia di personal branding che ha trasformato Studio Necchio in un punto di riferimento per chi cerca consulenza con visione.

Quali messaggi deve trasmettere il suo studio e come li comunica?

Ritengo che oggi, nel 2025, uno studio professionale deve trasmettere competenza unita alla velocità. La vera differenza si fa offrendo risposte chiare, precise ma soprattutto tempestive. Il valore aggiunto sta nella capacità di anticipare le esigenze e gli scenari futuri del cliente, diventando così non un semplice effetto, ma la causa che promuove il cambiamento.

Perché ha scelto la sua professione?

Dopo 26 anni, mi considero fortunato e privilegiato: faccio il lavoro più bello del mondo e lo risceglierei altre mille volte. È emozionante contribuire alla crescita, all’evoluzione e all’espansione delle realtà aziendali. Il fatto che imprenditori, board e prime linee si affidino al nostro studio per condividere scelte strategiche è per noi motivo di grande responsabilità e orgoglio. Proprio per questo ci teniamo a essere considerati partner e non fornitori. 

Che cosa significa per lei la parola “consulenza”?

Fare consulenza aziendale per me significa offrire un servizio su misura dei bisogni e degli obiettivi di ogni impresa. Partendo dall’area contabile e amministrativa, ho sviluppato una serie di competenze in vari ambiti (da quella dei tributi a quella delle risorse umane) per offrire una consulenza di tipo strategico capace di avere un impatto sui risultati dell’azienda. Ogni volta che intraprendo una nuova consulenza cerco di capire i meccanismi aziendali, la cultura e le aspettative di chi la dirige per definire una road map di crescita e di implementazione dei cicli attivi e passivi interni. Il mio obiettivo è ottimizzare l’uso delle risorse aziendali (economiche, umane, di tempo). Oggi nello studio operano professioniste con competenze specifiche in varie aree (tributi, consulenza del lavoro, contabilità). Negli ultimi anni ho coltivato anche un’esperienza significativa nella gestione delle risorse umane del settore ristorazione.

Quali soddisfazioni trae dal suo lavoro? 

Le soddisfazioni più grandi vanno ben oltre l’incremento del fatturato: riguardano il vedere i nostri clienti raggiungere i propri obiettivi e, ancora più gratificante, è assistere alla crescita delle persone che fanno parte del nostro Team. Uno degli obiettivi centrali di Studio Necchio è “lasciare le persone meglio di come le abbiamo trovate”. Per questo ogni giorno ci impegniamo a formare, valorizzare e far crescere sia i nostri partner che le risorse interne, affinché diventino degli ottimi professionisti.

Nel suo studio si legge la frase: “Vedere al di là delle cose, rompendo gli schemi, per provocare il cambiamento”. Come mai l’ha scelta?

Era presente anche nella nostra sede precedente e abbiamo scelto di portarla con noi nel nuovo Studio Necchio Village, inaugurato a maggio 2023: un luogo immaginato prima ancora di essere realizzato, dove ogni giorno cerchiamo di mettere le persone al centro. Questa frase è pienamente rappresentativa del nostro approccio: pensare e agire in modo non convenzionale, senza fermarsi alla gestione dell’ordinario, ma cercando sempre di andare oltre ai limiti che ci vengono imposti, anche in un settore che è fatto per lo più di norme.

“Rompere gli schemi” significa trovare sempre nuovi modi di fare le cose. Nel nostro studio, infatti, diciamo sempre che una delle frasi più pericolose da dire è “si fa così perché si è sempre fatto così”, in realtà è essenziale trovare la forza, il coraggio e la determinazione di mettersi in gioco per provare a fare le cose in modo diverso, al fine di migliorarsi sempre.  Il cambiamento, infine, è uno dei nostri principi fondamentali, che ci ispira e ci stimola quotidianamente, tant’è che è presente nella nostra parete dei valori. Spesso si intende il cambiamento come qualcosa di negativo, come un ostacolo da temere, mentre per il nostro studio è sinonimo di opportunità.

Esiste un business dal volto umano?

Credo profondamente nel fatto che non possiamo cercare fuori quello che non possiamo trovare dentro. Questo significa che, in ogni singolo momento in cui facciamo il nostro lavoro, al di là dei rapporti contrattuali con i nostri partner, c’è sempre una relazione tra persone. Va sempre ricordato che siamo degli esseri umani, con le nostre sicurezze ma anche con le nostre paure. Dare un volto umano al business significa cercare di mettere le persone al centro ed è, a mio avviso, l’investimento con il più alto tasso di rendimento. Significa costruire insieme un progetto di crescita che rispecchi le aspettative reciproche, mantenendo sempre come priorità la soddisfazione delle esigenze del cliente.

L’aspetto più importante nel business? 

Sicuramente l’onestà. Ogni giorno ci impegniamo per crescere e migliorarci, ma sempre con onestà intellettuale, un principio che deve essere condiviso internamente con il team e trasmesso all’esterno, verso i nostri partner. Ho il privilegio di guidare Studio Necchio insieme ad Alessandra Abriani e Cristina Turetta – responsabili rispettivamente del dipartimento HR & Payroll e Accounting – e, ogni giorno, ci ricordiamo quanto sia fondamentale dare l’esempio. La leadership non si impone, si dimostra.

 

Giorgio Nadali

 

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